Sito Web Non Ufficiale

Pass e Pacchetti

Per entrare nella Domus Aurea non basta fare la fila al botteghino e aspettare il proprio turno. Questo non è un museo qualsiasi, bensì un sito archeologico ancora fragile, ancora in parte in restauro, ancora pieno di misteri. Proprio per questo, l’accesso è limitato e regolato. E se da un lato può sembrare una seccatura, dall’altro è parte del suo fascino. Si entra con calma, in piccoli gruppi, accompagnati da archeologi che ogni giorno lavorano sul posto.

La Domus si visita solo il sabato e la domenica, non ci sono turni feriali e non si entra da soli. La prenotazione è obbligatoria e il punto di ritrovo è nel Parco del Colle Oppio, a due passi dal Colosseo, ma immerso in un’atmosfera completamente diversa. Il contrasto tra il traffico del centro e il silenzio che c’è appena sotto il prato è quasi surreale.

Una volta oltrepassato l’ingresso, si comincia a scendere. La temperatura cala e dopo pochi metri, si è già altrove, in ambienti vasti, silenziosi, in cui l’eco dei passi si mischia al racconto della guida.

Il biglietto costa intorno ai 15 o 18 euro, ma non è un semplice ticket: è un passaporto per un’esperienza completa. Oltre alla visita tra i corridoi e le stanze originali dell’epoca neroniana, è inclusa anche una sezione in realtà virtuale. Con un visore sugli occhi, ci si ritrova nella Domus Aurea com’era davvero: le pareti decorate, le fontane che zampillano, i cortili con la luce che entra dall’alto. È un salto indietro di duemila anni, ma con la tecnologia di oggi. Anche chi di solito è scettico verso queste cose, ne esce colpito.

È bene sapere che i posti sono limitati e i turni si riempiono in fretta. Soprattutto nei weekend di primavera e d’autunno, meglio prenotare con anticipo, online. I biglietti non si trovano facilmente all’ultimo minuto. Le riduzioni sono le solite: per i giovani europei tra i 18 e i 25 anni c’è un prezzo ridotto, e i minorenni entrano gratis. Non serve stampare nulla, basta avere la conferma sul telefono.

Dal punto di vista pratico, la Domus è parzialmente accessibile anche a chi ha difficoltà motorie. C’è un accesso secondario con ascensore, ma va richiesto per tempo al momento della prenotazione. Dentro, i pavimenti sono antichi, irregolari, in certi tratti anche un po’ scivolosi, quindi servono scarpe comode. Non si può entrare con passeggini o borse ingombranti. Non è presente un guardaroba.

Chi viaggia con bambini deve sapersi organizzare. Il percorso non è pensato per correre o distrarsi, ma i bambini dai 6-7 anni in su possono seguire bene, specie se sono curiosi. Alcuni si divertono proprio durante la parte in VR. Per i più piccoli, meglio portare uno zainetto porta-bimbo.

La storia della Domus Aurea è affascinante anche per chi non è esperto. Dopo l’incendio del 64 d.C., Nerone volle costruire una residenza che facesse dimenticare il disastro. Un progetto colossale, con laghi, giardini, porticati, sale affrescate, e una statua gigantesca alta trenta metri. Tutto questo fu poi coperto, sepolto, dimenticato. Ma non scomparve del tutto. Cinquecento anni fa, alcuni artisti si calarono nelle cavità sotterranee ancora accessibili. Con candele e taccuini, riscoprirono i decori romani e li portarono nei palazzi del Rinascimento. Le cosiddette grottesche” nascono da lì. E non è leggenda: basta guardare certi soffitti a Roma, Firenze o Mantova per ritrovare quel tratto leggero e surreale che partiva proprio da qui, dalla villa di Nerone.

MOSTRA DI PIÙ

Recensioni

Galleria